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Cattedrale e Mosaici cattedrale

Cenni storici
La Basilica cattedrale, di origini antichissime ma controverse. Sorge sull’area occupata precedentemente da due basiliche paleocristiane: la prima del sec. IV - V , la seconda del sec. VI.
Di esse è rimasta traccia nei due sovrapposi pavimenti musivi, il più recente dei quali è parzialmente visibile attraverso alcune “finestre” aperte nel pavimento attuale.
La chiesa divenne Cattedrale nei primi decenni del sec. VII, quando vi fu traslato anche il corpo di San Terenzio (morto nel 247 circa), primo vescovo, martire e patrono della città, al quale la nuova Cattedrale venne dedicata. Le sue reliquie si trovano attualmente in un’apposita cappella.
La Cattedrale, colpita da saccheggi e distruzioni nel corso dei secoli, fu sottoposta a restauri e rifacimenti che ne hanno mutato progressivamente la fisionomia (l’ultimo si è concluso nel dicembre del 2005). Nel 1663 fu intitolata a Maria Santissima Assunta in cielo.

Esterno
La facciata in cotto, risalente alla ristrutturazione di epoca medievale (1282-1312), conserva lo schema della basilica romanica, con il rosone, i contrafforti spioventi (rimaneggiati successivamente con l’innalzamento delle navate laterali), gli archetti che decorano la fascia mediana.
Il portale, fiancheggiato da due lesene in pietra bianca, è di chiaro stile gotico, con leoni stilofori, che un tempo sorreggevano probabilmente le colonne di un pulpito all’interno della chiesa.

Interno
L’attuale interno della cattedrale, opera dell’architetto fermano Giambattista Carducci e del bolognese Luigi Gulli, che la terminò nel 1903, presenta una struttura di impianto ottocentesco, in stile neoclassico, notevolmente contrastante con la facciata romanico-gotica.
La pianta ricalca quella della basilica paleocristiana a croce latina, con tre navate suddivise da due file di nove pilastri in laterizio, che sostengono il soffitto a cassettoni con un’ampia cupola all’incrocio della navata centrale e del transetto.
N.B. Per la visita della Cattedrale si consiglia di utilizzare il depliant illustrativo, reperibile all’interno della Basilica

click Mosaici
L’elemento artistico più pregevole della Cattedrale è senza dubbio il grande tappeto musivo superiore (del sec. VI, sovrastante un altro mosaico del sec. IV-V), uno dei più belli e grandi d’Italia (circa 900 mq.), scoperto durante i lavori di restauro iniziati nel 1865 sotto la direzione dell’architetto Giambattista Carducci ma già noto fin dal ‘600.
Il pavimento musivo, articolato in nove pannelli, è ricco di simbologie, alcune di origine orientale-bizantina, altre medievale-occidentale, in un excursus storico e artistico di ben sette secoli circa.
"Attualmente il mosaico superiore e alcuni saggi di quello sottostante sono visibili attraverso l'inserimento di finestre in cristallo appositamente realizzate nella pavimentazione sospesa, predisposta in occasione del Giubileo del 2000 per la riapertuta della chiesa". 
N.B. Per la guida ai singoli pannelli si consiglia di utilizzare il suddetto depliant illustrativo, reperibile all’interno della Basilica.