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SAN ERACLIANO (321? - 359?) 9 dicembre

Scarse sono le notizie e i documenti d'archivio sulla vita e sulla figura di San Eracliano. Secondo la tradizione fu Vescovo di Pesaro (il quarto di cui si abbia memoria dopo San Terenzio, San Fiorenzo e San Decenzio), vissuto nel IV secolo, dopo la scissione dell'Impero romano in Impero d'Occidente e Impero d'Oriente, in anni particolarmente drammatici per la Chiesa, lacerata non solo dai primi feroci saccheggi barbarici, ma soprattutto dal diffondersi di dottrine ereticali che costituirono una forza dolorosamente disgregante al suo interno, tanto più che si verificarono proprio quando erano ormai terminate le persecuzioni da parte del potere imperiale grazie alla libertà di culto concessa da Costantino (editto del 313). San Eracliano visse questi contrasti religiosi difendendo sempre con passione e fermezza la fede cattolica, particolarmente nei confronti dell'eresia ariana, generata dal prete alessandrino Ario, che negava la natura divina di Cristo e che, sconfitta nel Concilio di Nicea (325), aveva ripreso vigore soprattutto tra i popoli barbarici di stirpe germanica, divenendo in un certo senso la loro religione nazionale.La coraggiosa difesa della fede cattolica costò la vita a Sant'Eracliano, che venne fatto prigioniero e morì in carcere.Secondo la tradizione la morte avvenne il 9 dicembre (giorno in cui ancora oggi si celebra il Santo), ma l'anno risulta imprecisato: la difficoltà principale nel reperire questa ed altre notizie relative al vescovo pesarese deriva dalla mancanza di documenti d'archivio, aggravata dal fatto, tra l'altro, che lo studioso che nel 1936 compose un breve scritto divulgativo sui Santi di Pesaro, il Gabucci, omise qualsiasi indicazione sul reperimento delle fonti utilizzate, rendendo così impossibile la verifica delle informazioni da lui fornite.Una delle rarissime fonti pervenuteci sul nostro Santo e la più significativa risale proprio agli anni tormentati della lotta tra cattolici e ariani. Essa è rappresentata da un elenco di 18 vescovi italiani redatto durante il Concilio di Sardica (dove si trova?), che si riunì nel 347 per affrontare la controversia tra ariani e cattolici, soprattutto in seguito ai gravi fatti accaduti all'arcivescovo di Alessandria, Atanasio, il quale era stato vessato, imprigionato ed estromesso dal governo della sua comunità perché irrudicibilmente fedele alla tradizione cattolica. In tale occasione tra i vescovi convenuti si verificarono forti e insanabili contrasti, soprattutto per l'accanimento di quelli più condizionati dall' arianesimo e per lo stretto intrecciarsi di questioni teologiche e interessi politici. Fu così che, ad un certo punto, 18 tra coloro che difendevano più decisamente la fede cattolica, vista l'impossibilità di giungere ad un accordo, abbandonarono il Concilio: i loro nomi vennero appunto riportati in un elenco, stilato dallo stesso patriarca Atanasio, dove figura anche il nostro Eracliano. Sulla base di tale documento si può formulare, con una certa attendibilità, l'ipotesi che Eracliano fosse in quell'anno Vescovo di Pesaro: benché infatti l'elenco non riporti esplicitamente l'indicazione della diocesi che ciascun vescovo reggeva, tuttavia di Eracliano è detto che aveva la sede in canalio Italiae (sulla via consolare); poiché Pesaro si trovava sulla "via consolare" (la Flaminia) e poiché fra i vescovi di quel tempo non ve n'era alcun altro che nella nostra zona avesse lo stesso nome, è ragionevole dedurre che proprio Eracliano reggesse la diocesi pesarese intorno alla metà del IV secolo. Non è verosimile, invece, che nel periodo del Concilio di Sardica egli fosse, come suppongono alcuni, discepolo di San Severo, presente nello stesso elenco : quest'ultimo, infatti, era stato nominato arcivescovo di Ravenna solo l'anno prima (346) e negli anni precedenti non avrebbe potuto avere discepoli, essendo stato un semplice cardatore di lana. A Sant'Eracliano venne intitolata l'attuale Cattedrale di Pesaro, che fu edificata dal vescovo Felice tra il sec. VI e VII sulle fondamenta di un'antica basilica romana; la chiesa rimase probabilmente dedicata al Santo fino al sec. IX, come documenta una lapide ritrovata alla fine del sec. XIX durante i lavori di restauro, recante la scritta "DIVO HERACLIANO EPIS. PISAU. DICATUM". Nella stessa Cattedrale, inoltre, proprio sopra il trono episcopale, prima del 1622 si leggeva, secondo quanto afferma l'Alberti nel suo "Elenco dei vescovi pesaresi", la scritta scolpita in oro "CORPUS DIVI HERACLIANI": un indizio, non verificabile tuttavia, del fatto che il corpo del Santo Vescovo anticamente fu sepolto in questa chiesa. Oggi purtroppo non sappiamo più dove esso sia. Ne è rimasta solo una preziosa reliquia, che proviene da un antico monastero benedettino dedicato appunto a Sant'Eracliano (di cui si ha memoria fin dal 1182), situato nel "Borgo" . Quando il monastero venne ceduto, per ordine del Papa Paolo II, ai Frati Osservanti e mutò il nome in San Giovanni Battista (1465), il titolo di San Eracliano passò alla vicina chiesa priorale di San Cassiano dove fu trasferita anche la reliquia e che ancora oggi conserva la denominazione di chiesa parrocchiale dei Santi Cassiano ed Eracliano , come si vede dal quadro del Pandolfi situato nell'abside a Cornu Epistolae, in cui il Santo anziano è raffigurato in ginocchio davanti alla Vergine e in adorazione del Bambino, con abiti sacri e mitra e pastorale posati ai piedi della Vergine. Un’altra testimonianza iconografica è costituita dalla vetrata del Gallucci del secolo scorso in Duomo, che ritrae il Vescovo in posa benedicente. La presenza di Sant'Eracliano nella nostra regione è testimoniata da vari edifici religiosi che sono stati dedicati al Santo Vescovo di Pesaro. Un'antica chiesa dedicata a Sant'Eracliano in Monte Marino esisteva anticamente nei pressi di Mombaroccio; nel 1778, però, essendo diventata col passare degli anni ormai fatiscente, venne ricostruita e denominata Santa Maria Nuova. Nello stesso anno anche a Monteciccardo venne edificata una piccola Rotonda intitolata a Sant'Eracliano, come luogo di culto per il cimitero; sull'altare si trovava un quadro di Gianandrea Lazzarini (ora custodito dal Parroco) raffigurante il Santo mentre intercede presso la Vergine per le anime del Purgatorio. Anche questa rotonda fu rifabbricata quasi dalle fondamenta nel 1928 come cappella votiva per i caduti nella guerra 1915-1918. Un'altra chiesa parrocchiale intitolata, non si sa quando, a Sant'Eracliano sorgeva al confine tra la diocesi di Pesaro e quella di Urbino, nei pressi di Coldelce: distrutta in seguito alle vicende belliche, è stata recentemente sostituita da una nuova costruzione, sempre intitolata al nostro Santo. . |