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BEATO CECCO (1270 - 1350) 27 ottobre
Primo Terziario Francescano di cui si abbia notizia, Cecco (o Francesco), figlio di Zanferdino, nacque a Pesaro verso il 1270 da ricca famiglia. Rimasto ben presto privo di entrambi i genitori, decise di donare i suoi beni ai poveri e, sentendosi attratto dalla Regola che San Francesco aveva dettato nel 1221 per chi viveva “nel secolo” (Regola approvata dal Papa nel 1291), entrò nel 1300 nel Terz’Ordine Francescano, dedicandosi alla vita eremitica in un piccolo “romitorio” sul Monte Granaro (Monte Ardizio), costruito da un certo Frate Pietro Crisci di Foligno, con il quale inizialmente Cecco trascorse i suoi giorni nella penitenza e nella preghiera. Quando frate Pietro venne richiamato nella sua città, il Beato Cecco si dedicò alla raccolta di elemosine, non solo per sostenere ospedali, restaurare chiese o donare la dote a giovinette orfane, ma anche per costruire romitori dedicati alla Vergine. Il primo di questi, eretto tra il 1319 e il 1323 sulle sponde del fiume Metauro poco lontano da Fano, venne intitolato alla “Madonna di Ponte Metauro” e fu successivamente collegato a un Ospizio. Un altro, costruito sulla costa del Monte Accio (ora San Bartolo), di fronte all’attuale Convento delle Suore di Clausura dell’Ordine Serve di Maria, fu la dimora del Beato per la maggior parte della sua lunga vita e divenne meta di concittadini desiderosi di perfezione. Dopo essersi risanato da una grave malattia ed essere stato in pellegrinaggio ad Assisi, Cecco, tornato a Pesaro, nel 1347 fondò con la Beata Michelina Metelli la prima Confraternita “della Santissima Annunziata” con lo scopo di servire gli infermi negli ospedali e di dare sepoltura ai morti. Sentendo avvicinarsi la morte, fece il testamento spirituale lasciando preziosi suggerimenti ai suoi discepoli e spirò serenamente il 5 agosto 1350 nell’eremo di Monte Granaro. Il suo corpo rimase per un po’ di tempo nella chiesetta campestre; poi fu solennemente trasportato in Cattedrale, dove venne deposto, in un primo momento, sotto l’altare maggiore della Vergine, quindi, dopo varie traslazioni, nell’attuale cappella “delle Beate”. Il culto del Beato venne confermato solennemente dalla Santa Sede nel 1859. |