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BEATO PIETRO GUALCERANO (? – 1418) Scarse sono le notizie su questo Santo.Era originario di Villafranca, nella diocesi di Barcellona in Spagna, ma non sappiamo quando e in quali circostanze sia venuto in Italia. Sembra che, intorno al 1365, si fermasse, insieme al suo compagno Giovanni Berengario di Valenza in prossimità della chiesa di San Bartolomeo sul Monte Accio (oggi San Bartolo), che allora era denominato “Monte degli Eremiti” , perché molti che si dedicavano alla vita eremitica vi costruivano le loro “celle” e i loro “romitoi” (vedi il Beato Cecco). Ricordato come uno dei 12 fondatori dell’Ordine Gerolamita, Pietro Gualcerano istituì proprio sul San Bartolo, pare nel 1380, un cenobio di cui fu posto a capo per i suoi meriti e per la vita esemplare. E in tale carica morì nel 1418. Venne sepolto nella chiesa di San Bartolo, in una tomba di marmo vicina all’ingresso, sulla sinistra, dove si vedono due teschi, uno dello stesso Pietro e l’altro, probabilmente, del compagno Giovanni da Valenza, morto anch’egli nel romitorio del San Bartolo in concetto di santità nel 1400. La fama e la venerazione del Beato furono confermate da alcuni prodigi verificatisi dopo la sua morte, come si legge sotto un ritratto posto nel convento di Sant’Onofrio in Roma, già Casa Generalizia dei Gerolamini. Si ricorda in particolare il miracolo operato nel 1420, quando un figlio di Sante Arduini, nato muto, acquistò la favella per intercessione del Gualcerano e quello accaduto allo stesso Arduini che, essendo gravemente ammalato, si trovò improvvisamente guarito dopo aver invocato il Beato.
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