|
|
San Pietro in Rosis in Ginestreto
La prima sede parrocchiale fu la pieve vecchia, che gli studiosi di storia locale fanno risalire al VII-VIII secolo, attenendosi a quel "sarcofago o lavacro" trovato in quel sito, offerto in dono il 6 dicembre 1775 al Vescovo Diocesano, collocato nell'atrio del palazzo vescovile e, dal 2002, nel Museo Diocesano. Dalle Rationes Decimarum del 1290-92 e dalla Visita apostolica del 1574, in cui compare come "Parochia Sancti Petri extra moenia Genestreti, plebs nuncupata", si deduce che fu la chiesa principale del "plebanato locale" e "matrice" di tutti i luoghi di culto eretti nel territorio parrocchiale. In essa vi era un solo altare sotto l'invocazione di San Pietro Apostolo. La chiesa parrocchiale attuale, sita all'interno del castello, risale certamente alla fine del secolo XIV, come ci assicura l'iscrizione che ancora si conserva nella campana, che così recita: "Anno 1384 Henricus me fecit". Nell'anno 1565, l'arciprete Lodovico Schirpi trasferì la sede parrocchiale nella chiesa sita entro il castello sopra le mura dalla parte di settentrione, vicino alla casa del Signor Lancellotto Corsini, intitolandola "Santa Maria Nuova e San Pietro Apostolo", come appare dal quadro posto all'altare maggiore e dalla "lapide" situata alla destra di detto altare. Non si ha memoria che la "pieve vecchia" sia stata consacrata, come non v'è notizia che lo sia stata la nuova parrocchiale sita nel castello. La parrocchia di Ginestreto fu matrice della zona, tanto che anche la "chiesa priorale" di S. Angelo in Lizzola, prima che fosse eretta a "Collegiata", dipendeva dalla pieve di Ginestreto. Sotto l'altare maggiore dell'attuale pieve è composto il corpo di S. Lattanzio, risistemato dopo la visita pastorale di Mons. Bonaiuti. Altre Chiese
|
Biografia
Nomina a Vescovo
Stemma
Ordinazione
Documenti
Agenda
Visita Pastorale
Segreteria
Album fotografico