Parrocchia Santa Maria delle Fabbrecce – Pesaro

Via S. Maria delle Fabbrecce, 10 – 61121 Pesaro
Tel. e Fax: 0721 22395
E-mail: muthirajoys@gmail.com

Eretta: 1803
Festa del titolare: 8 Settembre
Persone n.: 2800
Aiuto Pastorale: Sac. Sebastian Joys
Legale Rappr.: Sac. Lorenzo Volponi

orari messe

Festivo della vigiliaFestivoFeriale
18.309.00 18.30
Chiesa parrocchiale Santa Maria delle Fabbrecce - Pesaro

Santa Maria dell’Imperiale, sita sulla Via Flaminia, apparteneva alla Comunità dei Padri Crociferi di Santo Spirito in Pesaro. Essa venne loro destinata fin dal XIII secolo, perché vi alloggiassero i pellegrini che di notte non potevano entrare in città; di qui la denominazione: “Santa Maria delle fabbricole” cioè delle “piccole casette” in cui i pellegrini venivano alloggiati (cfr: D. Francesco Fabbri, Memorie di Pesaro, ms. oliveriano 204). Nel 1610, per volontà del duca Francesco Maria II Della Rovere, i PP. Crociferi assegnarono la chiesa ad un “prete rurale”. Dopo la soppressione dell’ordine (1636), la chiesa con l’annesso ospedale fu trasformata in commenda. Caduta la Signoria e ritornata Pesaro alla S. Sede, l’ospedale fu chiuso e la chiesa fu dichiarata “Cappellania Curata” con bolla pontificia di Papa Clemente XII (1730-40), alle dipendenze della parrocchia di Roncaglia. Nel l740, la chiesa fu riassestata ed ingrandita con la demolizione della loggia, che era davanti alla porta maggiore, per ordine del Vescovo Filippo Spada (1702-1738). Essendo alla fine del secolo XVIII ancora angusta ed insufficiente alle necessità della popolazione locale, il conte Giovan Francesco Almerici, negli anni 1801-05, la fece ricostruire dall’architetto Tommaso Bicciaglia (Pesaro 1744 ca – dopo il 1808) nelle forme in cui si trova attualmente. Fu eretta a parrocchia con “decreto” datato 1803 da Mons. Giuseppe Beni (cfr.: Giulio Vaccaj, Pesaro – Pagine di storia e topografia, Pesaro 1909 – Edizione a cura di Roberta Martufi, Ed. Flaminia, Pesaro, 1984, pag. 36). Il Parroco don Igino Corsini, archivista, storico diocesano e fondatore della rivista Frammenti, resse con zelo la parrocchia dall’01.07.1962 all’01.09.2007 e la dovette lasciare in seguito ad un incidente subito, proprio davanti alla chiesa, mentre attraversava la strada Flaminia sulle strisce pedonali rimanendo pressoché disabile. Fu sostituito da don Lino Capriotti che la resse come Parroco fino al 30 giugno 2016, allorché fu retta come Amministratore Parrocchiale dal Sacerdote Sacramentino P. Mario Amadeo, coadiuvato dal Sacerdote indiano P. Kallarakkal Santhos Thomas (P. Sebastiano), sostituito dal 1°.02.2020 dal connazionale P. Joys Sebastian.

Nel territorio parrocchiale sorgono due edifici sacri:

Chiesa di S. Bartolomeo, detta anche di San Bartolo

Il nome di questa chiesa compare in alcuni documenti del 1113 e 1190, oltre che nelle Rationes Decimarum del 1290-92. Vi aveva sede un antico monastero fondato nel 1382 dal Beato Pietro Gambacorti da Pisa. La chiesa di S. Bartolo fu consacrata nell’anno 1457, come è riportato nella lapide posta sulla sommità della porta di ingresso: “(Anno) MCCCCLVII DIE XXIII APRILIS / CONSECRATA FUIT HAEC ECCLESIA”. Era officiata da un religioso dei Minimi Osservanti, cappellano della Confraternita che lì aveva sede. A mano sinistra di chi entra, si trova un’urna di marmo nella quale si conservano le reliquie del Beato Pietro Eremita, morto nel monastero l’anno 1418. Nel 1647 vi fu celebrato il Capitolo Generale dell’Ordine Gerolimita. Proprietario della chiesa e della bellissima villa annessa (ex convento dei Padri Gerolimini) era il Conte Pompei Mazzuccato. La chiesa, già in gran parte rovinata, è stata restaurata dal Conte. Ivi aveva sede la Confraternita di S. Bartolo, abbastanza numerosa, che officiava la chiesa specialmente in estate.

Chiesa di Santa Colomba, fino al 1880 detta anche S. Croce

Beneficio semplice, posto sul Monte una volta detto di Santa Croce. Questa chiesa fu eretta su antica “cella di preghiera”, appartenente al monastero di S. Croce in Monte Favale (o Favallo), nell’anno 1630 da Dionigi Vanni, come risulta da rogito di Francesco Ricci del 17 settembre dello stesso anno; era dotata di 40 scudi ed altri 10 da spendere nel giorno della festa. Il Vanni lasciò altri beni per costituire doti per zitelle povere, affidando al Capitolo Cattedrale la revisione dei conti relativi ogni anno. Come tramandato da diverse Visite Pastorali, essa appartenne alla parrocchia di S. Matteo Apostolo di Roncaglia fino al 1803; passò poi al Capitolo Cattedrale.

Cappella delle Stimmate di Caprile

La cappella delle Stimmate, ormai non più officiata, appartiene all’Istituto Agrario di Pesaro. Era veramente bella ed a regola d’arte. La fondazione risale al l754. La si deve alla munificenza dei Marchesi Mosca che, in tempi di favolose ricchezze, ivi costruirono una magnifica residenza di villeggiatura, che anche ora attrae sempre molti visitatori. Al presente la villa ospita la Scuola Agraria. Il giardino, con getti e giochi d’acqua, è sempre in uso e resta aperto al pubblico.