La Chiesa pesarese

Patroni: Beata Vergine delle Grazie – San Terenzio Martire
Cattedrale: Santa Maria Assunta
Superficie: Kmq. 287
Popolazione: 132.660

Vicarie e Parrocchie:
Vicaria 1 – S. Terenzio Vescovo e Martire in Pesaro: Parrocchie n. 8
Vicaria 2 – S. Maria di Loreto in Pesaro: Parrocchie n. 7
Vicaria 3 – S. Martino Vescovo in Pesaro: Parrocchie n. 9
Vicaria 4 – S. Michele Arcangelo in S. Angelo in Lizzola: Parrocchie n.10
Vicaria 5 – S. Maria Assunta in Montecchio: Parrocchie n. 9
Vicaria 6 – S. Ermete in Gabicce Mare e Gradara: Parrocchie n. 11

Sacerdoti diocesani: 40
Sacerdoti temporaneamente operanti in Diocesi: 11
Sacerdoti diocesani Arcivescovi-Cardinali: 1+1
Sacerdoti religiosi: 29 Fratelli
Laici: 1
Diaconi: 13

Il territorio dell'Arcidiocesi

Il territorio, di 287 Kmq, è compreso per intero nella Provincia di Pesaro- Urbino, di cui occupa l’estremo lembo settentrionale per circa 24 Km sulla costa dal torrente Tavollo (Gabicce Mare) no al Fosso Sejore, e per 20 Km circa nell’entroterra con le punte massime di Mombaroccio sul fanese e di Belvedere Fogliense sull’urbinate e sul riminese. La Diocesi attualmente è divisa in 54 Parrocchie raggruppate in sei Vicarie foranee e 13 Unità Pastorali.

La storia della Chiesa pesarese

Non conosciamo con certezza la data della prima presenza dei cristiani a Pesaro, ma si può far risalire ai tempi apostolici, cioè a quando il Papa S. Evaristo, intorno all’anno 100, inviò a Pesaro il primo Vescovo anche se, dalle iscrizioni lapidarie, Pesaro risulta pagana no al terzo secolo. La prima memoria di una comunità cristiana già costituita si ha quando fu martirizzato il Vescovo Terenzio (246 ca. – 251) venerato dalla Chiesa di Pesaro con onori speciali e proclamato principale protettore. A lui successero i vescovi S. Fiorenzo (251 – ?) e S. Decenzio (302-312); quest’ultimo fu martirizzato assieme a suo fratello S. Germano Diacono, sotto l’imperatore Massenzio. Il quarto Vescovo di cui conosciamo il nome e che viene considerato compatrono della città è S. Era- cliano (321 ca. – 359 ca.). Pare che dopo l’editto di Costantino il Grande (313 d.C.) sia stata costruita la basilica all’interno delle mura su una ‘domus ecclesiae’ romana del II secolo d.C. Di essa è conservato il litostroto che costituisce il pavimento inferiore dell’attuale cattedrale. Dopo la guerra gotica (535-553) o forse al tempo del Vescovo Felice (578-600 ca.), la stessa basilica è stata dotata di un nuovo litostroto, quello superiore, che possiamo ancora ammirare in gran parte. Purtroppo no al 1170 si hanno notizie solo di ventidue vescovi. Dopo quelli già nominati, il più insigne è Germano (496 ca. – 523 ca.), che fu nunzio del Papa a Costantinopoli nel 519 per la soluzione dello scisma d’Oriente. Fu probabilmente Germano ad avviare la costruzione del primo nucleo di culto cristiano sopra la cella funeraria dei santi martiri Decenzio vescovo e Germano diacono, adibendola a chiesa episcopale, contigua alla quale sorse la prima abbazia benedettina della diocesi di Pesaro tra il 579 e il 590. Vivente il vescovo Andrea (743-757), il re dei Franchi Pipino, dopo aver tolto le città della Pentapoli ai Longobardi, le donò a Papa Stefano III (756-757), legando Pesaro direttamente alla Chiesa di Roma. Benché non conosciamo i nomi di tutti i Pastori, le numerose pievi disseminate nel territorio diocesano testimoniano che la Chiesa pesarese era già viva e orente durante l’alto medioevo. Da rilevare è il fatto che, verso la ne del VI secolo, la cattedra vescovile, che aveva sede fuori le mura, cioè presso la basilica di San Decenzio, venne trasferita, per motivi di sicurezza, cioè per timore di feroci e ripetute incursioni barbariche, all’interno della città, nell’attuale Duomo. Intorno alla metà del IX secolo, il vescovo Raguele (853-861) provvide a restaurare la Cattedrale, distrutta quasi interamente dai Saraceni nell’anno 848. Alla ne del secolo X vennero fondate due famose abbazie benedettine: quella di S. Tommaso in Foglia, ove morì il 9 ottobre 1047 il Papa Clemente II, assistito dal vescovo di allora Pietro I (1044-1061) e quella di S. Croce di Monte Favale – zona Santa Colomba – a poca distanza da Pesaro. Dal 1170 la successione dei Vescovi è regolare e abbastanza nota. Nei secoli successivi giunsero nel territorio diocesano numerosi ordini religiosi, resi illustri dalla carità dei loro componenti, alcuni dei quali vennero considerati santi o beati. La Chiesa pesarese visse, crebbe e operò in discreta armonia e collaborazione con la comunità amministrativa locale, sia al tempo delle Signorie (1285-1631) sia durante il governo ponti cio (1631-1860), eccetto al tempo dei Cisalpini e del governo francese (1797-1814) e nel periodo successivo all’unità d’Italia e alla seconda guerra mondiale. Tuttavia mai, neanche in quei frangenti, la Comunità cristiana pesarese venne meno alla sua missione evangelica di portare conforto ai tribolati e ai meno abbienti; ne danno testimonianza le variegate opere promosse dai diversi ordini religiosi maschili e femminili, dalle confraternite, le pie unioni, gli enti ecclesiastici, i monti frumentari, gli ospedali, ecc., oltre alle numerose opere caritative sorte nel secondo dopoguerra grazie a zelanti sacerdoti, tra cui – per nominarne alcuni -, don Arturo Bacchiani (1913- 1970) direttore dell’Onarmo e dell’ODA, Padre Pietro Damiani (1910-1997) fondatore del Collegio Zandonai, P. Giuseppe Bocci (1885-1974) fondatore dell’Istituto Sorelle Volontarie delle Vocazioni e della Casa Francescana, Madre Flora Pallotta (1916-2001) fondatrice delle Suore Missionarie della Fanciullezza, don Gianfranco Gaudiano (1930-1993) fondatore di Cooperative e varie Comunità a favore degli ultimi. Nell’ultimo ventennio, soprattutto negli anni 1990-2000, furono e ettuati nella Cattedrale dei restauri per opera dei Vescovi S.E.R. Mons. Gaetano Michetti e di S.E.R. Mons. Angelo Bagnasco per valorizzare i due litostroti ed è stato apprezzato anche l’innalzamento della Diocesi al grado di Arcidiocesi, avvenuto in data 11.03.2000 per volontà del Santo Padre il quale ha istituito, con lo stesso nome, la nuova Provincia Ecclesiastica, elevando il Vescovo alla dignità di Arcivescovo Metropolita.