VEGLIA ECUMENICA DIOCESANA – Cattedrale 21 gennaio 2022

VEGLIA DI PREGHIERA PER L’UNITA’ DEI CRISTIANI

 

In oriente abbiamo visto apparire la sua stella e siamo venuti qui per onorarlo” (Matteo 2, 2). Questo il tema scelto dal Consiglio delle Chiese del Medio Oriente per la Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani. Una settimana che nella nostra arcidiocesi ha avuto il suo culmine – venerdì 21 gennaio – nella “Veglia” in Cattedrale presieduta da S.E. Mons. Piero Coccia e guidata dal direttore dell’Ufficio diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso Paolo Barbadoro.

Erano presenti tre padri ortodossi, le cui Chiese, collocate nel territorio di Pesaro, mantengono una relazione continua con la nostra realtà diocesana: padre Georghe Badaluta (Chiesa della Santa Protezione, Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia e Malta), padre Constantin Cornis (Parrocchia di San Giovanni di Prislop, Diocesi Ortodossa Romena d’Italia) e padre Veaceslav Tucan (Parrocchia Ortodossa della Santa Trinità, Patriarcato di Mosca) accompagnato dai suoi Coristi, i quali, con i loro splendidi canti in lingua russa e moldava, hanno contribuito a imprimere solennità e suggestività a tutta la celebrazione.

Un saluto, velato da un certo rammarico, è stato indirizzato anche alle altre Chiese cristiane del nostro territorio che non hanno accolto l’invito a partecipare: un segnale che il cammino dell’ecumenismo è ancora lungo, anche se, come ha sottolineato l’Arcivescovo Coccia “in questo campo la nostra Metropolia ha una qualificata esperienza, che unisce profondamente le Chiese particolari di Pesaro, Urbino, Fano e coinvolge tante persone, impegnate a rendere sempre più compiuta l’unità dei cristiani: il che fa ben sperare perché questa esperienza è fruttuosa se nasce dal basso ed è sentita dal popolo di Dio”. Parole che, del resto, trovavano conferma nella folta presenza di fedeli che riempivano la Cattedrale.

Sul tema centrale della Veglia è intervenuto padre Constantin, che ha posto l’accento sul capovolgimento di valori portato dal cristianesimo, punto di unità tra tutte le Chiese: i Magi, di provenienza pagana, furono i primi ad adorare il Messia, precedendo anche il popolo eletto; questi uomini, presumibilmente ricchi e di elevata estrazione sociale, si prostrarono davanti a un bambino povero, il vero re, trovato non nella grande città di Gerusalemme, ma in una mangiatoia della piccola Betlemme.

L’Arcivescovo ha poi collegato il cammino dei Magi al cammino sinodale: un percorso di approfondimento della fede, che porta a rivoluzionare la vita nel giudizio, nei sentimenti, nell’azione e spinge a comunicare a tutti il tesoro che essa contiene.

Un gesto simbolico ha poi unito i quattro rappresentanti delle Chiese presenti: evocando i Magi che seguirono la cometa, ognuno ha appeso la propria stella su un panno blu e si è pregato perché tutti, in un prossimo futuro, possano aggiungere la loro stella al cielo e unire doni e preghiere per l’unità visibile dei cristiani. Come afferma il Papa infatti, “la divisione si oppone apertamente alla volontà di Cristo, ma è anche di scandalo al mondo e danneggia la più santa delle cause: la predicazione del Vangelo ad ogni creatura”.

Paola Campanini