Progetto diocesano di cammino spirituale per le famiglie

«Insegnaci a contare i nostri giorni e acquisteremo un cuore saggio» (Salmo 90,12)

L’Ufficio per la Pastorale Familiare propone un cammino spirituale per le famiglie sul tema “La famiglia e il tempo”, elaborate da Don Massimo Regini.

È uno strumento che può essere utilizzato sia all’interno delle famiglie, sia in piccoli gruppi di famiglie, sia intervallato da incontri comunitari parrocchiali.

Le case che proponiamo sono le seguenti:

  • La coppia e il tempo;
  • Il tempo e la parola: la casa sulla roccia;
  • La famiglia nel tempo dell’aridità, alla ricerca di acqua viva;
  • La famiglia e il tempo del lavoro;
  • Comunicare in famiglia: il tempo del dialogo in famiglia;
  • Un tempo per giocare in famiglia: grandi come bambini;
  • L’amicizia coniugale e i suoi tempi.

Saranno scandite con una cadenza mensile.

La prima scheda, “La coppia e il tempo” è accompagnata da una spiegazione generale del progetto.

Le prossime schede verranno trasmesse mensilmente.

Siamo a disposizione per un confronto o collaborazione, o qualsiasi cosa che possa essere utile.

 

Ufficio Pastorale Familiare

IL PROGETTO (scarica il pdf)

“Con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita”.
La promessa dell’amore è ciò che attraversa il tempo e in qualche modo già lo riempie. Accogliere l’altro, e anche ognuno della propria famiglia, nella gioia e nel dolore che accompagnano i nostri giorni, e anche nella salute e nella malattia come impegno di prendersi cura dell’altro, richiede non solo l’amore nel tempo, ma anche tempo per vivere l’amore, ogni giorno, come il pane quotidiano, il battito del cuore, il respiro della vita. Questa è la sfida del tempo e delle sue stagioni che l’amore degli sposi attraversa, perché l’amore cresca e maturi, diventando sempre più buono e prezioso, come l’amore fedele, come il buon vino di Cana.
Dal libro di Qoelet (3, 1-5.10-12)
Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo. C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare quel che si è piantato. Un tempo per uccidere e un tempo per curare, un tempo per demolire e un tempo per costruire. Un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per fare lutto e un tempo per danzare. Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci. Ho considerato l’occupazione che Dio ha dato agli uomini perché vi si affatichino. Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo; inoltre ha posto nel loro cuore la durata dei tempi, senza però che gli uomini possano trovare la ragione di ciò che Dio compie dal principio alla fine. Ho capito che per essi non c’è nulla di meglio che godere e procurarsi felicità durante la loro vita.
Ci si sposa una volta per sempre ma mai una volta per tutte, una volta per sempre ma con il cuore ogni giorno. Col tempo è necessario rinnovare l’impegno di accoglienza reciproca, nelle differenze che emergono, nei difetti che passando il tempo più facilmente si notano, che possono urtare e scoraggiare la fedeltà reciproca. Il segreto per vivere insieme una vita piena e giungere a sperimentare tutta la ricchezza dell’amore è quello di abitare il tempo con un impegno sempre nuovo di fedeltà e pienezza, per una fedeltà è ben più del continuare a stare insieme.
Ricordiamo che il tempo è superiore allo spazio. “Questo principio permette di lavorare a lunga scadenza, senza l’ossessione dei risultati immediati. Aiuta a sopportare con pazienza situazioni difficili e avverse, o i cambiamenti dei piani che il dinamismo della realtà impone. È un invito ad assumere la tensione tra pienezza e limite, assegnando priorità al tempo”(Papa Francesco).
«Insegnaci a contare i nostri giorni e acquisteremo un cuore saggio» (Salmo 90,12). Contare i giorni, cioè vivere il tempo, è scoprire che il tempo è la vita stessa nel suo svolgersi. Per noi essere senza tempo è inimmaginabile. Scoprire la vita che scorre e quindi la preziosità del tempo, e starci dentro con coraggio e fedeltà, permette di vivere una vera libertà che consiste nel capacità di costruire legami che durano nel tempo.
La vita familiare vive di tempi ben scanditi, di un ritmo condiviso dove occorre tenere presenti le esigenze di tutti. Solo col tempo si impara l’arte di amare. Il tempo, quando è un tempo pieno d’amore, permette di trovare il tempo per ogni cosa. Una coppia che affronta l’amore nel tempo che scorre e sa attraversare con fiducia i tempi del loro amore, riesce a trovare il tempo per stare sola e anche per gestire tutti i rapporti e i legami che la vita di famiglia esige, sa vivere il tempo del pianto e della gioia, quello del silenzio e quello del canto. Perché sia davvero un amore per tutti i giorni della vita.

LA COPPIA E IL TEMPO (scarica il pdf)

La promessa di un amore che sia per sempre deve saper accettare la sfida del tempo, perché è un cammino che sai di iniziare con la persona a cui vuoi bene, pur non sapendo dove ti porterà e le fatiche che incontrerai. L’amore chiede di essere per sempre, quando è vero e sincero e il tempo può arricchirlo di fedeltà, rendendolo sempre più prezioso e per questo necessario, perché la sua fedeltà nel tempo contiene una promessa di felicità. Ma il tempo che passa vivendo insieme incontra anche le stanchezze del viaggio, diventando un tempo di verità, ma anche una continua opportunità. Vediamo allora come vivere l’amore che incontra la sfida del tempo, per crescere e riscoprire la bellezza della fedeltà. Solo maturando nel tempo l’amore dona qualità e pienezza alla vita insieme.
Dal Vangelo di Matteo (24, 45-51)
“Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni. Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente
Dal Vangelo di Matteo (25, 5-10)
Poiché lo sposo tardava, le vergini si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.
Per la riflessione
Vivere il tempo che passa senza il desiderio di crescere nell’esperienza dell’amore, può portare a non custodire e amare la propria famiglia, dimenticando le proprie responsabilità. Tutti crediamo che il vero problema sia avere o non avere il tempo. Siamo a chiamati a confrontarci con la cultura del provvisorio, che si manifesta nella rapidità con cui le persone passano da una relazione all’altra. C’è in molti il timore suscitato dalla prospettiva di un impegno permanente, l’ossessione per il tempo libero, cercando relazioni che calcolano costi e benefici e si mantengono unicamente se sono un mezzo per rimediare alla solitudine, per avere protezione o ricevere qualche servizio. L’amore ha bisogno di tempo disponibile e gratuito, che metta altre cose in secondo piano. Ci vuole tempo per dialogare, per abbracciarsi senza fretta, per condividere progetti, per ascoltarsi, per conoscersi e stimarsi. A volte il problema è il ritmo frenetico nel quale viviamo, o i tempi stretti imposti dagli impegni lavorativi. Altre volte il problema è che il tempo che si passa insieme non ha qualità. Se tuttavia riusciamo a leggere e a vivere gli avvenimenti come tempo di grazia donato da Dio, a cui rispondere col dono viverli con tutto noi stessi, allora non esisterà più un tempo perso. E’ solo vivendo in pienezza il tempo che possiamo sperimentare una vita piena.
Ci può essere un senso cristiano profondo nell’impegno di vivere il tempo presente, tenendo accesa, ognuno con i propri doni, la lampada della fede con l’olio della speranza e la fiamma dell’amore. “Godi la vita con la sposa che ami, per tutti i giorni della tua vita fugace, che Dio ti concede sotto il sole, perché questa è la sorte nella vita e nelle pene che soffri sotto il sole”(Qoélet 9, 9-10). Si comprende così l’importanza di dedicarci a vivere pienamente il presente. Dio ci chiede di vivere bene l’oggi attraverso un amore fedele e generoso.
Viviamo il presente: non importa che sia un’azione, un gesto piccolo o grande. Riscopriamo la gioia di stare insieme, non tanto per fare o produrre qualcosa, ma per creare il senso dello stare insieme, per prendersi cura del legame che unisce. L’importante è dedicarsi tempo; sono le emozioni che si
creano che sono importanti, non tanto quello che si fa. Ci sono anche le «attività speciali». Esse possono comprendere tutte le cose che uno della coppia considera belle e interessanti. L’accento deve essere posto non su ciò che si fa, ma sulla motivazione. Il fine è fare un’esperienza insieme, svolgendo la quale ognuno possa percepire come stia a cuore all’altra persona. Una conseguenza dei momenti speciali vissuti insieme è che costituiscono come un archivio della memoria, da cui poter attingere nel corso degli anni, una memoria che guarda al futuro. Insieme a questi momenti è importante custodire nel tempo e ogni giorno buone abitudini, piccoli riti quotidiani di affetto e di cura reciproca, che aiutano a scavare come un canale di fedeltà, che irriga di amore ogni aspetto del vivere insieme.
Vivere il presente non significa dimenticare di progettare insieme il futuro in tutte le stagioni della vita. Si tratta di non cadere nell’affanno, magari dicendo: “Passerà questo momento”. In effetti quel momento non tornerà più come tempo di grazia. Non cadiamo in quell’affanno che ci impedisce o ci fa dimenticare di vivere bene il presente, e ci porta ad evadere dagli impegni attuali, soprattutto quelli più faticosi. Viviamo ogni momento come tempo di grazia, con sentimenti di gratitudine, anche come un tempo sacro da offrire al Signore, da vivere per lui. Viviamo il tempo riempendolo di un amore generoso. Così il tempo è compiuto, perché è pieno della presenza di Gesù, che è venuto nella pienezza del tempo, perché il tempo vissuto con lui fosse per tutti un tempo di grazia, per riempirlo di eternità. “L’amore che ci promettiamo supera ogni emozione, sentimento o stato d’animo, sebbene possa includerli. È un voler bene più profondo, con una decisione del cuore che coinvolge tutta l’esistenza. Così, in mezzo ad un conflitto non risolto, e benché molti sentimenti confusi si aggirino nel cuore, si mantiene viva ogni giorno la decisione di amare, di appartenersi, di condividere la vita intera e di continuare ad amarsi e perdonarsi. Ciascuno dei due compie un cammino di crescita e di cambiamento personale. Nel corso di tale cammino, l’amore celebra ogni passo e ogni nuova tappa”(Papa Francesco). Il vincolo che unisce nell’amore esige che ognuno sappia ridire il proprio sì nei gesti quotidiani, perché cresca di giorno in giorno.
Il ritmo del tempo ci pone davanti l’importanza, e anche la necessità, di tempi speciali, non solo di qualità, ma anche di festa, che sostengano il ritmo quotidiano, dandogli nuovo impulso e significato. La festa non ci è necessaria soltanto per rigenerare le forze e così produrre di più il giorno dopo, e nemmeno soltanto per riposarsi e divertirsi. Il giorno di festa, e soprattutto la domenica, è un giorno per la propria vita spirituale e per custodire gli affetti attraverso le cose che uniscono,. E questo richiede tempo e qualità. La festa permette di comprendere il valore del tempo e anche il suo fine, per entrare nella libertà dello spirito, per alzare gli occhi al cielo e scoprire che siamo figli di Dio e non schiavi delle cose e tantomeno del tempo. Staccare l’attenzione dal lavoro quotidiano è dar tempo al nostro cuore di scoprire che c’è un Altro che veglia su di noi, senza il quale il nostro attivismo senza tempo non avrebbe un fondamento, rivelandosi instabile e precario. Per accettare la sfida del tempo che passa, dedichiamo un po’ del tempo festivo per l’unità della coppia, per dialogare, per stare più tempo insieme e per rafforzare i legami familiari. Così soprattutto la domenica, il giorno del Signore, diventa un tempo per la famiglia, per rigenerare i legami che il tempo potrebbe logorare, per ritrovare la gioia di stare insieme. Accettiamo così la sfida del tempo, perché nel tempo il nostro amore diventi fedele e profondo.
Domande per la riflessione personale e di coppia
1. Come affrontiamo insieme la quotidianità, la fretta di ogni giorno, la paura di non avere tempo e la sensazione di non vivere un tempo di qualità come coppia e come famiglia?
2. Quale valore diamo al tempo che abbiamo? Siamo ansiosi di non avere tempo, magari per noi? Possiamo dire di vivere bene il tempo, anche quello che viviamo insieme alla nostra famiglia?
3. Come viviamo il giorno di festa? E’ un giorno per la famiglia, una sosta che ricarica, un tempo per la nostra vita spirituale?
Un impegno …familiare. Vogliamo organizzare un tempo non lungo ma significativo per stare insieme, per fare qualcosa insieme senza fretta, gustando la ricchezza di un tempo passato insieme

IL TEMPO E LA PAROLA: LA CASA SULLA ROCCIA (scarica il pdf)

Ogni famiglia rimane sempre una casa in costruzione, perché sia abitata dalla verità dell’amore, un cantiere sempre aperto. Con questa parabola, che conclude il discorso della montagna, Gesù indica come costruire sulla roccia sicura la nostra vita e anche la nostra famiglia, per vivere un amore fedele che sa attraversare le fatiche e le prove della vita.
Questo essere saldi nella fede e nell’amore è il segno più sicuro della verità e profondità delle nostre scelte.
Dal Vangelo di Matteo (cap.7, 24-27)
“Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande”.
Preghiamo con i Salmi
«Ti amo, Signore, mia forza, Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore, mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio» (18,1-2).
«Sii per me una roccia di rifugio, un luogo fortificato che mi salva. Perché mia rupe e mia fortezza tu sei, per il tuo nome guidami e
conducimi» (31,3-4).
«Dio è roccia del mio cuore» (73,26).

Per la meditazione
Concludendo il discorso della montagna (Mt 5-7), Gesù paragona l’adesione sincera alla sua parola oppure il suo rifiuto a due immagini antitetiche: quella della costruzione della propria casa da parte della persona saggia e di quella stolta. La breve parabola sottolinea come benedizione e
maledizione, salvezza e rovina, non intervengono dall’esterno, ma sono piuttosto il manifestarsi della diversa consistenza dell’ascolto e dell’impegno nel vivere la parola, con riferimento proprio al discorso della montagna. Certamente è più faticoso costruire sulla roccia, mentre è assai più rapido
e comodo edificare su distese pianeggianti di sabbia, ma le costruzioni erette su un territorio friabile e prive di fondazioni sono destinate ad essere spazzate via dagli acquazzoni e dal vento. Decisiva risulta dunque la qualità e la solidità del fondamento su cui i credenti in Cristo Gesù sono chiamati
ad appoggiare le loro scelte di vita. Costruire sulla roccia vuol dire prima di tutto costruire su Cristo e con Cristo, ascoltando e vivendo le sue parole. Costruire su Cristo significa costruire sulla certezza del suo amore, accolto nell’ascolto della sua parola. Qui la casa è certamente la propria
vita, ma secondo l’immagine propria della casa è anche la propria famiglia, chiamata ad essere edificata sulla parola del vangelo, sull’amore di Cristo, nella certezza che il suo amore è fedele anche nelle tempeste della vita, dove ancora di più si manifesta la verità e solidità della sua parola.
Quanto più decisiva è una scelta di vita, tanto più essa non può attuarsi confidando esclusivamente sulle proprie energie, ma su una roccia più sicura e stabile. La tentazione è quella di una religiosità superficiale, che si accontenta di vivere la fede in alcuni momenti speciali, aspettandosi da Dio solo
interventi miracolosi nei momenti difficili, dimenticando che solo la fedeltà quotidiana costruisce un amore stabile, appoggiando il vivere quotidiano sulla parola del vangelo. Il testo insiste sulle intemperie, che cadono sia sulla casa costruita sulla sabbia e sia su quella costruita sulla roccia. Ci
viene spontaneo, specie in certi momenti, credere di esserci preparati e assicurati contro ogni tempesta e danni collaterali, ma le difficoltà ci prendono a tradimento, ci spaventano e facciamo fatica ad ammetterlo. Cristo non promette che su una casa in costruzione non cadrà mai un
acquazzone o un’onda rovinosa che può travolgere tutto, oppure che non soffieranno venti impetuosi che possono spazzare via in un momento quanto costruito con tanti sacrifici. Un edificio costruito sulla roccia non equivale ad una costruzione sottratta al gioco delle forze naturali, iscritte
nel mistero dell’uomo. Aver costruito sulla roccia significa poter contare con certezza che nei momenti difficili c’è una forza sicura su cui fare affidamento. Gesù paragona coloro che ascoltano le sue parole e le mettono in pratica a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia.
Essere saggio significa sapere che la solidità della casa dipende dalla scelta del fondamento. La vita si prende sul serio. Il nostro amarci si può caricare di tensioni, di malintesi, di attese tradite. Per non lasciarsi travolgere e abbattere dalle tempeste occorre costruire la nostra vita insieme sulla sua
Parola che è fedele e stabile. La parola di Gesù, la sua promessa di una vita piena e di un amore sempre possibile, sono la ragione ultima del nostro amarci. Siamo legati l’un l’altro, abbiamo deciso di continuare ad amarci, perché lui ci dona la forza e la sua fedeltà per farlo. Quando si abbattono le
tempeste della vita è quello il momento in cui vivere come sposi una più intensa comunione di vita, affidandoci alla forza che viene dal vivere insieme secondo il vangelo. Le prove tendono a dividere, a creare sfiducia, ad incolpare l’altro per ciò che è avvenuto, mentre la parola dell’amore crocifisso,
annunciato dal vangelo e sperimentato nel perdono, insieme ad una piena fiducia in Dio, permettono di non abbandonare la famiglia nel tempo della prova, facendo addirittura delle tempeste un luogo di crescita nella fiducia e nella speranza condivisa. Ecco la roccia sicura: vivere fedelmente il
vangelo per essere fedeli e stabili sulla roccia che è Cristo.
La stoltezza, invece, è costruire la casa su un terreno che non offre le garanzie di reggere nei momenti più difficili. Chissà, forse è anche più facile fondare la propria vita sulle sabbie mobili della propria visione del mondo, costruire il proprio futuro lontano dalla parola di Gesù, e a volte
perfino contro di essa. Rimane il fatto che chi costruisce in questo modo non è prudente, perché vuol persuadere se stesso e gli altri che nella sua vita non si scatenerà alcuna tempesta, che nessuna onda colpirà la sua casa. Fondare la casa sulla sabbia significa essere ipocriti, almeno in certi
momenti della vita insieme, quando magari chiediamo agli altri di mettere in pratica il vangelo, mentre dentro di noi c’è la sfiducia, la pigrizia, la mancanza di coraggio nel vivere la parola, col sospetto che sia tutto inutile, rendendo con ciò instabili le scelte che abbiamo fatto e l’amore che
abbiamo promesso.
La differenza fra le due case è data dalla saggezza non solo di ascoltare , ma di fare quanto ascoltato, La stoltezza e pensare che basti ascoltare, pensare, programmare, fare belle riflessioni, magari anche sul vangelo. La differenza per Gesù sta quindi nel mettere in pratica, ma sempre in
riferimento alle sue parole, con particolare riferimento al discorso della montagna che proclama la legge di un amore più grande, legato all’incontro con Gesù. Quando manca questa disponibilità alla pratica, anche in famiglia si può correre il rischio di dire agli altri cosa fare, ma noi con ci
impegniamo. Così la falsità, la mancanza di sincerità, l’incoerenza rendono fragili le relazioni,
specie davanti alle fatiche della vita. La parabola diventa così un forte richiamo alla solidità del fare il bene, di vivere il vangelo per non essere solo maestri della parola ma testimoni. E così le fondamenta della famiglia si riveleranno solide e sicure.

Per la riflessione e la condivisione
1. Come nelle fatiche, che abbiamo affrontato insieme, la parola di Gesù, la fede e l’impegno concreto di vivere il vangelo ci hanno aiutati a rimanere saldi e uniti fra noi?
2. Come cerchiamo in famiglia di vivere un ascolto attento del vangelo per viverlo con sempre maggiore fedeltà?
3. Come ci sentiamo appoggiati come coppia sulla fedeltà di Gesù per noi? Come sperimentiamo col passare del tempo la sua fedeltà di Gesù come forza e sostegno per vivere la fedeltà fra noi? Il nostro appoggio sicuro su Gesù riesce a coinvolgere tutta la nostra famiglia?

Un impegno …familiare. Indicare e scrivere, anche con una piccola bacheca messa in casa vicino alla
porta, una frase del vangelo che possa aiutare durante la giornata.