SALUTO DEL VESCOVO ELETTO ALLA CHIESA DI PESARO

MESSAGGIO AI FEDELI DELL’ARCIDIOCESI DI PESARO

 

Carissimi fedeli della Chiesa di Pesaro,

Dio è sorprendente: mai avrei immaginato di rivolgermi a voi da vostro prossimo arcivescovo! La notizia della scelta di Papa Francesco, che mi ha comunicato il Nunzio Apostolico in Italia, mi ha preso alla sprovvista. Mi è tornata alla mente l’immagine biblica di Amos che, mentre pascolava il suo gregge, fu improvvisamente chiamato da Dio a lasciare tutto per andare a profetizzare in Israele (cfr. Am 7,14-15).

Nella preghiera, in cui mi sono immediatamente rifugiato, si è fatto strada un pensiero che mi ha rasserenato. C’è stato un lontano giorno in cui, affascinato dal Vangelo e dalla fede condivisa insieme con altri giovani, ho avvertito la gioia di poter donare la mia vita a servizio del Signore nella Chiesa. Confermato in questa scelta dal confronto con sacerdoti amici, sono entrato in seminario. Da allora in poi ho fatto l’esperienza di una libertà interiore che mi ha sempre accompagnato nelle tappe della mia esistenza e nelle diverse forme di servizio a cui il vescovo mi chiamava, vivendo la consolazione del camminare insieme con tanti fratelli nella fede e nel sacerdozio. Anche oggi, nonostante mi sento tremare i polsi, con la stessa libertà dico il mio sì, nella certezza che dovunque ci sono dei cristiani che vivono e testimoniano il Vangelo lì è la mia “casa”, la mia famiglia.

Venendo in mezzo a voi, mi sono di guida le parole di Sant’Agostino: il mio primo desiderio è di “essere cristiano con voi”, poi, confidando nel vostro aiuto e nella forza dello Spirito Santo, imparerò ad “essere vescovo per voi”. Mi metterò in ascolto della storia di fede e di vita secondo il vangelo del popolo di Dio pesarese e, insieme, faremo nostre “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono” (cfr. Gaudium et spes).

Il “cambiamento d’epoca” che stiamo attraversando e la complessità del tempo presente ci spingono a trovare vie nuove per annunciare la gioia del Vangelo a tutti, a partire da una sempre rinnovata comunione tra vescovo, presbiteri, diaconi, religiosi /religiose e fedeli. “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35): non dobbiamo mai dimenticare che su queste parole di Gesù poggia la credibilità del Vangelo che annunciamo. Comunione, partecipazione e missione sono le tre parole-chiave che la Chiesa in stato sinodale ci propone come programma di vita per camminare insieme. È ciò che desidero vivere insieme con tutti voi: lo Spirito illuminerà i nostri passi.

Vorrei far arrivare il mio saluto alle persone di altre confessioni cristiane, di altre fedi e di convinzioni diverse: nello spirito del dialogo impareremo a stimarci a vicenda, condividendo la tensione a costruire insieme la cultura dell’incontro fraterno e solidale.

Saluto i rappresentanti delle istituzioni e tutti coloro che sono impegnati nei vari campi della vita civile: avete il mio convinto apprezzamento per il vostro impegno a favore del bene comune.

Infine, vorrei salutare i predecessori e raccomandarmi alla loro preghiera: il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo emerito di Genova e vostro pastore per cinque anni (1998-2003), e l’arcivescovo Piero Coccia, che ringrazio per l’accoglienza e per il testimone che mi passa, dopo diciotto anni di intenso ministero episcopale nella Chiesa pesarese. A lui va la profonda riconoscenza per la saggezza e la dedizione con cui si è speso per la comunità ecclesiale e sociale. Il mio ricordo grato va al vescovo Gaetano Michetti di cui solo pochi giorni fa è ricorso il centenario della nascita (5 marzo). Con lui condivido le comuni origini di Corridonia: tra l’altro è stato catechista di mio padre. La sua partecipazione al Concilio Vaticano II ci esorta ancora oggi a tenerne vivo lo spirito per una sempre più ampia e profonda attuazione.

Mi preparo insieme con voi ad incontrarci presto e, affidandoci reciprocamente al Signore, iniziamo da subito a sostenerci con la preghiera, chiedendo l’intercessione del patrono San Terenzio, primo vescovo di Pesaro e martire.

La Vergine Maria, Madre della Chiesa e Regina della pace, vegli sul nostro tempo, che ci vede in apprensione per il conflitto in Ucraina, e sul nostro cammino di comunione ecclesiale.

Vi saluto con affetto nel Signore

 

Montegranaro (Fermo), 12 marzo 2022

 

                                                                                               Don Sandro Salvucci

                                                                                               neoeletto arcivescovo di Pesaro

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