Discorso di Mons. Sandro Salvucci dalla piazza del popolo alla città di Pesaro

 

P.zza del popolo, Pesaro – 1 maggio 2022

“Mi associo alle Sue parole, Sindaco, perché mi veniva proprio in mente questo: “Città della cultura 2024”.

L’augurio è che collaborando in maniera intensa e feconda possiamo far sì che sia la città della cultura della pace, della fraternità, della giustizia. L’augurio è di lavorare assieme. D’altra parte il vangelo di Cristo è un buon alleato perché Gesù è l’immagine dell’uomo pienamente realizzato perché la Sua vita è unicamente donazione di sé, la vita di Gesù è “PER” non è per sé stesso, non salva sé stesso ma dà la Sua vita per la salvezza di tutti.

Quindi chi meglio di Gesù Cristo, del Suo Vangelo, possono esserci guida anche sotto il profilo umano per cercare il bene di ogni uomo e mi sembra che questa attenzione verso gli ultimi sia una prerogativa indispensabile per chi amministra la cosa pubblica, per chi svolge una funzione pubblica a tutti i livelli, civile e militare, perché se si ha attenzione per l’uomo, se si parte dagli ultimi si è sicuro che si ha un’attenzione verso tutti. Se invece non si ha questa attenzione si rischi di dimenticare, di emarginare, di scartare. Quindi l’augurio è di camminare insieme da qui, nei prossimi anni, nel tempo che Dio ci donerà.

Io sono un discreto camminatore per cui mi affiancherò, insieme alla comunità cristiana, al cammino della comunità civile e poi in fondo c’è anche un’osmosi profonda. Quindi grazie di cuore. Io ringrazio tantissimo anche per questa manifestazione di affetto, di accoglienza, anche attraverso questi segni forti, solenni, di tutta la città attraverso le sue istituzioni civili e militari che partecipano di questo giorno di questa festa. E’ una festa che non è per me. Io rifuggo dai riflettori, per quanto adesso sono accesi, non so quanti milioni di foto ho dovuto subire in queste settimane. L’ho fatto nel desiderio, nella speranza che quello che stiamo vivendo sia una festa di popolo. Siamo nella piazza del popolo. Che sia davvero una festa del popolo, del popolo di Dio, del popolo che abita questo pianeta dell’umanità, questa porzione di umanità che abita a Pesaro che io mi appresterò a conoscere giorno dopo giorno. Mi ha bloccato il cappellano del carcere dicendo: “Lei deve venire… Dobbiamo…”. Avrò davvero grandissimo piacere di iniziare a venire a contatto con le realtà di fatica, di sofferenza, quelle più nascoste, quelle degli ultimi.

Grazie per gli esempi che ha citato. Il motto che ho scelto mi è venuto spontaneo perché che cosa c’è di più grande della carità, dell’amore? Credo che su questo motto ci possiamo ritrovare tutti, credenti, credenti di diverse fedi e ci possiamo ritrovare anche con persone di convinzioni diverse perché che cosa accomuna tutti noi? E’ a passione per l’uomo, la passione di Dio.

Dio ama l’uomo e allora anche noi dobbiamo mettere tutto noi stessi, tutte le nostre energie per promuovere l’uomo in tutte le sue realtà che vive con attenzione particolare, come ho detto prima, di chi fa più fatica a camminare, di chi rimane indietro. Che siano i primi destinatari della nostra azione, della nostra attenzione. Grazie di cuore a tutti, davvero. Grazie.”

 

† Mons. Sandro Salvucci